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«Una volta, quando avevo 27 anni, mio ​​zio mi chiese: “Sei vergine?”. Da quel momento in poi, ho iniziato ad averne paura. Qualche giorno dopo, mentre mi portava in un hotel alla periferia della città, si è avvicinato al mio orecchio, a bordo piscina, e ha sussurrato: “Dopo la piscina, sali in camera mia…”»

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si coprì il volto con una mano.

«Lo so. Forse è stata la domanda peggiore che abbia mai fatto.»

Per la prima volta in quella giornata, ero vergine.

Quella sera, rimanemmo nella stanza 214 fino a quasi mezzanotte, aprendo una dopo l’altra le lettere di mio padre.

Tre mesi dopo, aprii il mio piccolo studio fotografico.

Il giorno dell’inaugurazione, la prima continue reading …

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