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si coprì il volto con una mano.
«Lo so. Forse è stata la domanda peggiore che abbia mai fatto.»
Per la prima volta in quella giornata, ero vergine.
Quella sera, rimanemmo nella stanza 214 fino a quasi mezzanotte, aprendo una dopo l’altra le lettere di mio padre.
Tre mesi dopo, aprii il mio piccolo studio fotografico.
Il giorno dell’inaugurazione, la prima continue reading …
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