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«Una volta, quando avevo 27 anni, mio ​​zio mi chiese: “Sei vergine?”. Da quel momento in poi, ho iniziato ad averne paura. Qualche giorno dopo, mentre mi portava in un hotel alla periferia della città, si è avvicinato al mio orecchio, a bordo piscina, e ha sussurrato: “Dopo la piscina, sali in camera mia…”»

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e buste sigillate erano sparsi sul tavolo.

Accanto al letto c’era una valigia aperta.

Feci un passo indietro.

«Che cos’è tutto questo…?»

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In quel momento, la porta alle mie spalle si mosse.

Mi voltai.

C’era Richard.

«Non avere paura.»

«Non avere paura? Hai riempito un’intera camera d’albergo con mie fotografie. Che cosa sta succedendo?continue reading …

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