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L’odore delle torte appena sfornate.
Una casetta bianca con un portico.
Una donna gentile che mi permetteva di spargere la farina sul tavolo.
Ricordo di averla chiamata zia Maggie.
La mamma mi aveva sempre detto che era una vecchia amica di famiglia che si era trasferita quando ero piccola.
Avevo dato per scontato che fosse morta da tempo.
In fondo alla continue reading …
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