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al banco da lavoro. Per un attimo, il garage mi sembrò troppo luminoso, ogni piccola luce puntata su quella telecamera.
C’erano aspetti del passato di cui avevo imparato a parlare in modo ordinato. Non ho gradito che uno di questi mi venisse messo davanti come un regalo di compleanno.
«Mamma», disse Emma a bassa voce, «mi dispiace. Pensavo davvero…»
“Chi continue reading …
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