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«Stasera non mettermi in imbarazzo», mi ha avvertito mio marito. Mi ha presentata come una dottoressa che lavora in un piccolo ambulatorio e che si dedica a un’attività di beneficenza.

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Reed ti ha tenuta nascosta.»

«A quanto pare.»

Reed mi lanciò un’occhiata rapida.

L’uomo rise, pensando a una battuta.

Arrivammo al nostro tavolo.

C’era Dana Whitmore. La sua espressione si bloccò per mezzo secondo quando mi riconobbe dal salone.

Le rivolsi un sorriso cortese.

«Salve.»

«Salve.»

Era evidente che non sapesse se avessi sentito la sua conversazione continue reading …

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