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diretto che la rabbia sembra quasi superflua.
Fissai il suo profilo.
Otto anni.
Otto anni di matrimonio.
Una figlia.
Una casa.
Migliaia di colazioni e cene.
Vacanze.
Litigi.
Compleanni.
Giornate di malattia.
Giornate qualunque.
E l’uomo al mio fianco considerava ancora la mia presenza un peso.
«Capisco,» dissi.
Il silenzio accompagnò il resto del tragitto.
L’ingresso continue reading …
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