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Quattro bambini di sei anni sono entrati nel bagno di un ristorante somigliandomi così tanto che degli estranei avrebbero potuto scambiarli per le mie foto d’infanzia.

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nella borsa.

“Devo restare?”

“NO.”

Raggiunse la porta, poi si fermò.

“Ethan.”

La guardai.

Durante l’orario di lavoro, raramente usava il mio nome di battesimo.

«Qualunque cosa sia successa oggi», disse, «non devi risolvere tutto stasera».

Stavo quasi per dirle che si sbagliava.

Erano già andati persi sei anni.

Ogni mio istinto mi spingeva a cercare nomi, date,continue reading …

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