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Quattro bambini di sei anni sono entrati nel bagno di un ristorante somigliandomi così tanto che degli estranei avrebbero potuto scambiarli per le mie foto d’infanzia.

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in piedi davanti alla porta dell’appartamento con due sacchetti di carta in braccio per quasi un minuto prima di bussare.

Sentivo delle voci provenire dall’interno.

Un ragazzo che ride.

Un altro detto: “


Hai barato”.

“Io no.”

“Hai spostato quello blu.”

“Non stavi guardando.”

“Questo conta comunque.”

Poi la voce di Mara.

“Ragazzi, parlate continue reading …

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