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mi stesse giocando un brutto scherzo. Poi si è girata un po’ di più. Gli stessi occhi. Le stesse labbra. Persino il piccolo neo vicino alla mascella. Più grande ora, ma innegabilmente lei. Le mie mani iniziarono a tremare. La fissai per quasi un minuto. Alla fine, prima di perdere il coraggio, feci un passo avanti. “Mi scusi.” Si voltò. “Sembrerà strano,continue reading …
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