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Ryan, ho notato il tatuaggio. Non era un nome, non era una rosa, non era uno di quei simboli astratti che, a detta di molti, celano un significato profondo. Era il volto di una donna, un ritratto dettagliato. Sembrava giovane, forse poco più che ventenne, con capelli scuri, occhi pensierosi e una tristezza nell’espressione che non sembrava mai svanire.continue reading …
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