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mio posto; loro mi osservavano, chi con più, chi con meno confusione. «Chi era?» chiese mia madre. «Lavoro», risposi. Renata socchiuse gli occhi. «Che lavoro? Non hai più un’attività. L’ho presa in gestione io, proprio ora.» «Giusto», dissi. Mio padre si raddrizzò sulla sedia. «Priya, che succede? Ti comporti in modo strano.» «Davvero?» Continua nella continue reading …
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