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La lettera che mio figlio ha lasciato nel cassetto della sua insegnante.

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instaurato un’abitudine: usciva presto, tornava dopo il tramonto e parlava pochissimo nel frattempo. Si muoveva per casa come un uomo che aveva perso l’orientamento. Quando provavo ad abbracciarlo, si ritraeva dolcemente, ma sempre con delicatezza. Non con crudeltà, ma con rabbia. Era assente in un modo che andava oltre il dolore, o almeno oltre il continue reading …

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