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che potevo.
Allora ricambiai il saluto.
Maya mi fissò come se vedesse suo padre sotto una luce diversa per la prima volta.
Il capitano abbassò la mano.
«Signore», disse a voce abbastanza alta da farsi sentire anche dalla prima classe, «è un onore averla a bordo del mio aereo».
Poi si rivolse all’addetto al gate.
«Quest’uomo e sua figlia non si muoveranno».continue reading …
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