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Ben sedeva accanto a me, con il ginocchio che sobbalzava.
“Starà bene”, sussurrai, più a me stessa che a lui. “Rosie è forte.”
Ben si premette i palmi delle mani sugli occhi.
Ho sentito da lui un suono che era a metà tra un singhiozzo e una preghiera.
L’orologio della sala d’attesa aveva superato la mezzanotte.
Poi un medico ha sfondato le doppie continue reading …
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