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I miei colleghi mi prendevano in giro perché pranzavo con il bidello da 11 anni. Al suo funerale, il suo…

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fronte a lui così in fretta che quasi rovesciai il suo caffè. «Mi chiamo Charlotte.»

«Charles», disse.

E tornò al suo panino.

Ecco fatto. Nessuna grande presentazione. Nessuna storia della mia vita. Nessuna domanda su da dove venissi o cosa


Il dipartimento in cui mi trovavo. Solo un nome, un cenno del capo e una sedia dall’altra parte del tavolo che, in continue reading …

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