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ciascuno dovesse occupare. Non lo faceva per cattiveria. Era precisa.
Durante la cena di domenica, due settimane dopo il brunch, mi toccò la mano e mi disse che diventare medico non era per tutti, che c’era una vera nobiltà nei ruoli di supporto e che aveva sempre nutrito un enorme rispetto per gli infermieri. Lo disse con quel modo di fare che a volte continue reading …
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